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Alzheimer e arteterapia: comunicare quando mancano le parole

Impossibile ignorare la stretta relazione tra Alzheimer e arteterapia che permette ai pazienti affetti da demenza di esprimersi e riconoscersi attraverso la produzione concreta di un progetto

Una sessione di Alzheimer e arteterapia può essere particolarmente utile poiché una delle prime aree cerebrali intaccate dalla malattia di Alzheimer è proprio quella che presiede alla funzione del linguaggio per cui spesso il paziente riconosce l'oggetto, ma non ne conosce il nome, oppure ha in mente un vocabolo che però non sa associare ad alcun ente fisico. Pertanto, per l'anziano affetto dalla malattia diventa estremamente complesso esprimere se stesso e la propria interiorità, anche perché l'impossibilità di elaborare un discorso completo, o anche solo una frase, gettano il malato in un baratro di angoscia che spesso arriva ad inibire l'individuo completamente.

Il primo obiettivo di un percorso di Alzheimer e arteterapia è sicuramente quello di favorire l'espressione del paziente nella concretezza di un oggetto realizzato manualmente in un contesto di relativa serenità. La seduta di arteterapia, infatti, è sicuramente più rilassante rispetto a un qualsiasi altro incontro con uno psicologo o psichiatra durante il quale il paziente potrebbe provare una forte ansia. Durante un incontro in cui Alzheimer e arteterapia si trovano a contatto, al contrario, il soggetto viene indotto ad esprimersi liberamente, riducendo ansie e paure, rilassandosi dinanzi ad una moderata quantità di materiali artistici che non sono sufficienti a generare in lui ansia e confusione.

Alzheimer e arteterapia devono incontrarsi anche per la capacità della seconda di ricostruire almeno parzialmente il sé deteriorato dalla demenza. È bene ricordare, infatti, che l'elemento più disturbante per il malato è l'immediata conseguenza del processo per il quale la prima a svanire è la memoria più recente. Per tale ragione, dunque, il paziente mantiene ancora per lungo tempo una completa coscienza di sé e della persona che era quando ancora era sano ed ha, quindi, anche percezione della sua condizione di criticità clinica, fatto, questo, che gli infonde un profondo senso di inadeguatezza.

Il prendere parte ad una sessione di Alzheimer e arteterapia realizzando un oggetto concreto attraverso la valorizzazione delle capacità residue e lo stimolo delle condizioni mnesiche infonde al paziente una sferzata di autostima e gli regala la sensazione di star ricostruendo la propria identità di individuo non più autonomo, ma ancora in grado di trasmettere un messaggio al prossimo.