Morbo di Parkinson sintomi: come accorgersi della malattia

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Il Parkinson è una malattia difficilmente riconoscibile: ecco i sintomi ai quali prestare maggiore attenzione

La sindrome ipocinetica rigida, meglio conosciuta come malattia di Parkinson, parkinsonismo idiopatico, morbo di Parkinson o più semplicemente Parkinson, è una malattia neurodegenerativa, che conduce il malato alla demenza senile; ovvero colpisce il sistema nervoso centrale, causando la morte graduale delle cellule nervose, con conseguente rilascio di dopammina (anche chiamata dopamina), un neurotrasmettitore endogeno responsabile dell'attivazione dei recettori dopamminici all'interno del cervello. Il morbo ha preso il nome dal medico britannico James Parkinson, che per primo ha descritto tale patologia in uno dei trattati dai lui pubblicati, dal titolo An Essay on the Shaking Palsy. Questa malattia, come accade anche per l'Alzheimer, colpisce prevalentemente le persone anziane dai sessant'anni in su (con una media di circa una persona su cento) ed è principalmente una malattia idiopatica anche se, in alcuni casi, può essere dovuta ad un fattore ereditario. Talvolta si può assistere a pazienti colpiti da Parkinson precoce, ad oggi una malattia molto rara, ma comunque possibile.

Ma quali sono i sintomi principali che possono far sospettare del morbo di Parkinson? Molti, quando avvertono tremori che possono indicare un principio di Parkison, evitano di farsi visitare, perché terrorizzati dalla diagnosi. Invece, quando ci si trova di fronte a specifici segnali, è opportuno recarsi immediatamente da un medico. In tal senso, è compito di parenti e amici, di fronte a determinate situazioni, convincere il soggetto a sottoporsi agli esami necessari. Questi ultimi, infatti, sono imprescindibili, in primo luogo, se si desidera venire a conoscenza dell'effettiva portata del  problema, e in secondo luogo per cominciare a contrastare la patologia seguendo le giuste cure. Come detto in precedenza, il tremolio delle mani può essere solo uno dei sintomi legati al morbo di Parkinson. Uno dei primi sintomi a svilupparsi è la perdita dell'olfatto e del gusto, anche se spesso coloro che hanno contratto il morbo non vi danno il giusto peso. Quindi, se i soggetti interessati non riescono più a distinguere chiaramente il profumo o il sapore dei loro piatti preferiti dovrebbe scattare un campanello d'allarme.

Inoltre il Parkinson può causare disturbi del sonno durante la fase REM e il malato può gridare e muoversi in maniera irruenta in un completo stato d'incoscienza. Inoltre, si può avvertire un formicolio alle gambe e si possono verificare momentanei arresti della respirazione mentre il soggetto è addormentato. Va ricordato che tali sintomi non sono presenti obbligatoriamente in tutti i soggetti, ma possono essere degli indicatori in alcuni casi e pertanto non vanno sottovalutati. Allo stesso modo bisogna accogliere eventuali problemi intestinali, vale a dire stipsi e gas intestinali. In particolare la stitichezza dovuta al morbo di Parkinson sopraggiunge anche nei casi di scarsa alimentazione, ed è questa la differenza sostanziale con quella comune. Un sintomo individuato soprattutto nei soggetti femminili affetti dal morbo di Parkinson può essere un dolore al collo molto forte. A differenza di un normalissimo torcicollo, il dolore causato dal Parkinson non svanisce dopo due giorni, ma è persistente e costante e quindi facilmente individuabile.

Per riconoscere il morbo di Parkinson bisogna fare attenzione anche al tono della voce e a repentini cambiamenti della tonalità vocale. Infatti, la malattia può causare difficoltà nell'apertura della bocca con conseguente alterazione delle emissioni sonore. Proprio a partire da questo particolare sintomo si stanno facendo degli studi per cercare di raggiungere degli screening precoci e individuare la malattia nella sua fase embrionale. A livello motorio gli affetti dal morbo di Parkinson possono riscontrare difficoltà nell'oscillamento naturale delle braccia, essendo i muscoli più contratti. Da non sottovalutare nemmeno il sintomo chiamato bradicinesia, ovvero la perdita graduale delle attività quotidiane, ad esempio la scrittura. Infatti, soggetti che hanno contratto il morbo di Parkinson possono aver difficoltà nel riprodurre la scrittura e lo si nota anche graficamente, visto che la calligrafia risulterà più piccola e più stretta del solito.