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Colf, badanti e fondo per i non autosufficienti. Cosa prevede il Decreto Rilancio per anziani e cargiver

12 Maggio 2021

Nel Decreto Rilancio presentato ieri dal Governo ci sono norme che riguardano direttamente gli anziani ed i caregiver. Sono previste infatti novità per la regolarizzazione di colf e badanti. Ma anche un aumento dei fondi destinati alle persone non autosufficienti.

Come funziona la regolarizzazione di colf e badanti

La richiesta di emersione dal lavoro nero può essere effettuata tanto dal datore di lavoro quanto dal lavoratore attraverso due modalità differenti.
Se è il lavoratore a chiedere l'istanza di emersione (cittadino straniero con permesso di soggiorno scaduto almeno dal 31 ottobre 2019) dovrà versare 160 euro. In questo modo avrà diritto a un permesso di soggiorno della durata di 6 mesi entro i quali avrà la possibilità di trovare un lavoro regolare. Alla scadenza dei sei mesi, con contratto di lavoro, il suo permesso di soggiorno temporaneo verrà convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Nel caso in cui fosse invece l'imprenditore o il datore di lavoro a voler regolarizzare la badante o la signora delle pulizie dovrà sganciare 400 euro subito più i contributi dovuti in base alla CCNL del settore a seconda del periodo in cui il migrante irregolare ha prestato servizio in casa. Per una famiglia media in questo momento si tratta di un ulteriore onere difficile da sostenere dopo due mesi di lockdown.

Quando richiedere la moratoria

Sia l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo sia quella di emersione del lavoro in nero potranno essere presentate tra il primo giugno e il 15 luglio. Nel primo caso il migrante dovrà recarsi in questura, nel secondo il datore di lavoro dovrà presentare domanda all'Inps allo sportello unico per l'Immigrazione.
Nel testo della legge si legge che sono esclusi dalla possibilità di presentare istanza di emersione i datori di lavoro che nei cinque anni precedenti abbiano avuto condanne anche non definitive per caporalato, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, riduzione in schiavitù, sfruttamento del lavoro. Allo stesso modo, non sono ammessi alle procedure i migranti condannati per gli stessi reati, per droga, per delitti contro la libertà personale o che siano stati anche solo segnalati per terrorismo considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.
E come di consueto per chi chiede la regolarizzazione scatta l'immunità: tutti i procedimenti penali a carico del lavoratore vengono sospesi e anche quelli amministrativi di violazione delle norme sull'immigrazione e lo stesso nei confronti dei datori di lavoro che hanno assunto stranieri clandestini.

Fondi per le persone non autosufficienti

L’epidemia da Covid-19 ha ulteriormente aggravato le condizioni di vita delle persone non autosufficienti. Soprattutto quelle che non possono contare sull’aiuto di parenti. A loro ha pensato il Governo che ha deciso di aumentare di altri 90 milioni di euro l’ammontare del fondo destinato al Fondo per le non autosufficienze.
Tali risorse sono aggiuntive rispetto alle risorse già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni nonché da parte delle autonomie locali e sono finalizzate alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell'assistenza sociosanitaria.
gli interventi finanziabili a valere sulle risorse del Fondo “sono andati specializzandosi in tre tipologie (le uniche ammissibili dal 2015): assistenza domiciliare diretta; assistenza «indiretta» mediante trasferimenti monetari sostitutivi di servizi o per il care-giver; interventi complementari ai precedenti anche nella forma di ricoveri di sollievo (esclusi comunque i ricoveri a ciclo continuativo non temporaneo)”.
Inoltre, è indicato che i destinatari dei benefici sono i disabili gravissimi ed i non autosufficienti, e le loro famiglie o coloro che ne hanno cura. 
Questa le finalizzazioni per cui possono essere utilizzati i soldi di questo fondo:
-percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine
ovvero per la deistituzionalizzazione;
– interventi di supporto alla domiciliarità;
– programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle
competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello
di autonomia possibile e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale,
all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
– interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative;
– in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare

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Redazione Autore

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