Amore

San Valentino e Terza Età: l'amore è per sempre?

San Valentino è la festa in cui si celebra l’amore: quello dei giovani innamorati ai primi appuntamenti, quello delle coppie consolidate ma anche, e soprattutto, quello che dura da tutta la vita.

L’amore, infatti, non è un sentimento che si esaurisce con il tempo: l’empatia con qualcuno dell’altro sesso, la voglia di confidarsi ed essere complici, lo scambiarsi effusioni, il decidere un viaggio in due aiuta a mantenersi lucidi e vitali e ad avere una maggiore voglia di vivere. Non c’è differenza tra l’amore a 20 anni e a 60, perché la felicità che si prova e la sensazione di benessere che deriva dall’amore non cambiano con l’età. La diversità risiede nella diversa intensità con cui da anziani si vive l’amore, inevitabilmente rapportato alle esperienze di vita vissuta, e dalla consapevolezza con cui si affrontano le sfide che la vita continua a porre innanzi ai prossimi passi insieme.

L’amore e la sessualità dopo i 65 anni

Due persone anziane che si tengono per mano o si baciano vi imbarazzano? Ormai forse non più. L’aspettativa di vita è raddoppiata in pochi decenni e oggi più dell’ 80% della popolazione anziana è in buono stato di salute, libera di godersi ancora ciò che la vita ha da offrire. Sempre con meno inibizioni, il sentimento è capace di manifestarsi in effusioni ancora dolci e, perché no, penetrando la sfera sessuale, che, contrariamente a quanto si pensa, non è più un tabù anche nella terza età.

La fisicità ha in realtà ancora un suo ruolo importante, seppur con le inevitabili modificazioni fisiologiche che di solito rendono meno frequenti i rapporti sessuali veri e propri. Nella fisiologia dell’invecchiamento ci sono dati oggettivi come appunto la diminuzione della libido e, se per i maschi ci può essere un prolungamento dei tempi di latenza e la difficoltà ad avere più rapporti consecutivi, per le donne altri tipi di problemi possono concretizzarsi in rapporti dolorosi. Riguardo al perdurare dell’interesse per il sesso, nelle donne quest’ultimo è legato anche all’equilibrio ormonale: alcune possono contare su una maggiore presenza di ormoni androgeni e mantengono il desiderio sessuale durante e dopo la menopausa, mentre per altre il calo del desiderio è più marcato.

La sessualità è fatta anche o soprattutto di baci, carezze, sguardi, di desiderio di avere vicina quella particolare persona. La sessualità andrebbe quindi considerata una risorsa individuale, non vincolata da parametri prestabiliti: il corpo ha una sua saggezza, una sua ragione che va ascoltata. In questo modo anche nell’ultima stagione della vita la sessualità, non più vincolata da cadenze fisiologiche e sociali, può riscoprire una sua creatività individuale.

"E vissero per sempre felici e contenti"

Questa la magica formula con cui si concludono tutte le fiabe. Una frase che dà voce a quello che è il desiderio di tutti: un amore che duri, che ci accompagni sino alla fine della nostra vita. Il sogno di un sentimento eterno che non solo preveda una lunga serie di anni felici, ma che ci faccia intravedere una vecchiaia dolce e tranquilla, che ci conforti sino agli ultimi giorni.

E’ possibile che un amore duri per sempre?

E’ pensabile, nell’era dei divorzi, delle separazioni, dei litigi, del consumismo sessuale, in cui sembra che non ci si possa lasciar scappare alcuna occasione? Il clima culturale in cui viviamo non è propizio agli amori duraturi. Siamo continuamente distratti da molti più stimoli di quanti possano averne avuti i nostri genitori o i nostri nonni e l’ideale di famiglia tradizionale sfuma sempre di più nelle menti di persone indipendenti ed in carriera che mettono la propria realizzazione personale in primo piano. In passato era diverso; altre epoche sono state più romantiche e meno consumiste. Oppure più solidamente pragmatiche: basta risalire all’inizio del secolo per notare come il matrimonio era spesso una sorta di piccola società tra due esseri, con lo scopo di garantire, a seconda dei casi, la sopravvivenza o il benessere. Queste finalità, a prima vista poco romantiche, facevano sì che ci si impegnasse a far durare l’amore, che non si avesse alcuna fretta di buttare via unioni che potevano ancora essere salvate. Se tante relazioni venivano sopportate solo per necessità, molte altre, obbligate a funzionare per forza, si rivelavano, superate crisi e difficoltà, molto felici e riuscite, e la praticità diventava insospettabilmente la più grande alleata del sentimento.

Insomma, la complicità e l’affetto non sono sempre la regola nelle relazioni durature, che hanno soprattutto bisogno di stabilità e serenità, ma forse il segreto della longevità dell’amore è anche condividere esperienze e non perdere la voglia di “giocare” insieme.

Ecco qui una simpatica carrelata di coppie anziane che non hanno smesso di amare la vita e di divertirsi insieme.

http://www.corriere.it/foto-gallery/cronache/16_settembre_29/insieme-una-vita-gesti-d-amore-coppie-anziane-68038264-862b-11e6-9ddf-2c9d29242dcc.shtml