Si è colti da numerosi dubbi, incerti se e quanto essere sinceri, ma sempre con il timore di essere troppo diretti e ferire il nostro interlocutore. Insomma, quante volte capita di domandarsi come comportarsi con gli anziani che si inventano le cose senza andare a urtare la loro sensibilità?
Una situazione frequente, che può renderci timorosi e pensierosi, soprattutto in presenza di una problematica nota come la demenza senile, ma con cui in realtà dovremmo imparare a convivere, rapportandoci attraverso un approccio contraddistinto da tatto, trasparenza e comprensione.
Nella convivenza con questa patologia, capita infatti spesso di osservare anziani che si inventano le cose. I nostri cari non lo fanno con cattiveria, addirittura a volte forse inconsapevolmente, contraddistinti da sensazioni di smarrimento e ansia. Per questa ragione poter contare su una pratica guida, ricca di accorgimenti e suggerimenti, che vi indichi come muovervi e quale approccio empatico utilizzare, può rappresentare un primo solido punto di partenza.
Demenza senile quando preoccuparsi? I segnali da mantenere monitorati
Facciamo un momento un passo indietro e cerchiamo di capire quando preoccuparsi della demenza senile, vale a dire quando alcune evidenze ci suggeriscono che non siamo di fronte a semplici dimenticanze o comportamenti tipici dell’avanzare degli anni.
A prescindere da quanto poi successivamente rivelato dai test neuropsicologici e dagli esami neuroradiologici richiesti da uno specialista, infatti, vi sono alcuni segnali che ci dicono quando preoccuparsi per la demenza senile. I campanelli d’allarme maggiormente frequenti sono in genere:
- perdita di memoria
- sbalzi repentini d’umore
- difficoltà di concentrazione
- difficoltà a seguire con naturalezza una conversazione
- difficoltà a svolgere compiti quotidiani
- incapacità nel trovare la parola giusta a seconda del contesto
- difficoltà nel rilevamento delle coordinate spazio-temporali
Demenza e fissazioni: qual è il rapporto alla base di questo connubio
La demenza è una condizione complessa che spesso porta i nostri cari a manifestare comportamenti e pensieri fissativi, inclusi episodi in cui per l’appunto si inventano situazioni o eventi non in linea con la realtà. Comprendere il rapporto tra demenza e fissazioni con lucidità è dunque fondamentale per chi si prende cura di loro, poiché questi fenomeni non sono semplicemente il risultato di confusione o disorientamento, ma riflettono profondi cambiamenti neurologici e psicologici.
Ecco perché, come avremo modo di approfondire dopo, per chi si prende cura degli anziani con demenza è importante affrontare queste “fissazioni” con empatia e comprensione. Contraddire apertamente o cercare di razionalizzare con l’anziano spesso non è efficace e può portare a maggiore frustrazione e agitazione. Invece, è utile riconoscere i sentimenti alla base di queste risposte, fornire rassicurazioni e cercare di reindirizzare l’attenzione verso attività più positive e coinvolgenti.
Anziani che si inventano le cose: perché si verifica questo comportamento abitudinario
Sarà capitato forse anche a voi, poiché parliamo di una situazione molto comune. Gli anziani affetti da demenza spesso si inventano storie o situazioni per differenti ragioni legate ai cambiamenti cognitivi e neurologici causati dalla malattia. Questo comportamento abitudinario è principalmente dovuto alla perdita delle funzioni cognitive, come la memoria, il ragionamento e il giudizio. Quando non riescono a ricordare eventi o informazioni, gli anziani possono creare narrazioni per colmare questi vuoti, cercando di dare un senso a un mondo che percepiscono sempre più confuso e frammentato.
Le invenzioni possono anche essere una risposta all’ansia e alla paura. La demenza genera infatti un forte senso di vulnerabilità e insicurezza, spingendo gli anziani a creare storie che giustificano i loro sentimenti. Ad esempio, possono immaginare che un oggetto perso sia stato rubato, riflettendo una proiezione delle loro paure interne.
Inoltre, bugie e invenzioni possono essere influenzate da tratti preesistenti della personalità e abitudini di pensiero. Un soggetto fragile già incline alla preoccupazione o all’immaginazione svilupperà quindi con naturalezza questi comportamenti con la graduale progressione della demenza.
Come intervenire quando gli anziani si inventano le cose
Ovviamente necessiterete di tempo, pazienza ed empatia. Intervenire quando gli anziani con demenza si inventano storie richiede, cioè, un approccio strategico, mirato a ridurre l’ansia e a promuovere un ambiente sereno.
Solo così avrete i mezzi per ricreare un ambiente affettivo per i vostri cari, migliorando la qualità della loro vita e, perché no, quella di voi come “caregiver”. Alla base di questa strategia vi sono alcuni comportamenti utili che abbiamo provato ad inquadrare:
1) Capacità di riconoscere i “giusti” sentimenti
Prima di tutto, è importante riconoscere e validare i sentimenti che stanno alla base delle loro invenzioni. Mostrare comprensione ed empatia consente di calmare l’anziano e ridurre il suo bisogno di inventare storie.
2) Evitate lo scontro
Contraddire apertamente o cercare di convincerli che ciò che dicono non è vero può aumentare la loro frustrazione e l’agitazione. Invece, ascoltateli attentamente e rispondete loro in modo rassicurante.
3) Spostate il focus
Spostare delicatamente l’attenzione su un’attività piacevole o su un argomento diverso può aiutare a distoglierli dalle storie inventate.
4) Creare un ambiente sicuro e familiare
Mantenere una routine quotidiana e un ambiente prevedibile può ridurre l’ansia e il bisogno di inventare storie.
5) Ascoltare il parere di uno specialista
Se le invenzioni diventano frequenti e problematiche, consultate subito un medico o uno specialista. Sapranno fornirvi consigli specifici e, se necessario, valutare l’adeguatezza di eventuali trattamenti farmacologici.
6) Educare se stessi, per non smettere mai di imparare!
Informarsi sulla demenza e sui comportamenti ad essa associati può aiutarvi a vestire correttamente i panni di caregiver. Così imparerete a comprendere meglio le necessità dell’anziano e a sviluppare per lui strategie più efficaci.
Redazione Peranziani
Articolo revisionato dalla nostra redazione