Cataratta Intervento

Cataratta: tecniche, tempi e costi dell'intervento

La cataratta è un disturbo della vista che colpisce il 60% dei soggetti di oltre 70 anni ed è dovuto alla progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio, che va quindi sostituita con un cristallino artificiale, detto anche “lente intraoculare” o IOL. “Si tratta di piccole lenti, fatte di uno speciale materiale plastico, che vengono inserite all’interno dell’occhio e consentono non solo di risolvere l’opacità che impedisce una vista ottimale, ma anche di correggere eventuali difetti della vista già presenti, eliminando in molti casi la necessità di portare occhiali per vederci tanto da lontano quanto da vicino. Una volta posizionato, il cristallino artificiale rimane fisso nell’occhio e non richiede di essere pulito o sostituito”, spiega il dottor Lucio Buratto, responsabile del Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e tra i massimi esperti in materia. 

Un'operazione semplice e veloce

Lo scorso anno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono stati effettuati oltre 20 milioni di interventi di cataratta in tutto il mondo. Nella sola Italia, Paese che vanta uno dei più alti tassi di longevità, nel 2017 sono state operate 600 mila persone. “Sino a pochi anni fa”, commenta il dottor Lucio Buratto, “si attendeva l’età avanzata per intervenire. Oggi invece si tende ad anticipare i tempi, operando quando il problema ha appena iniziato a manifestarsi o addirittura prima, ovvero quando si presenta la cosiddetta 'sindrome del cristallino disfunzionale', ovvero quando il cristallino inizia a presentare delle imperfezioni che disturbano la qualità visiva”.

A far propendere specialisti e pazienti per una tempistica anticipata, c'è anche e soprattutto il fatto che oggi l'intervento per la risoluzione della cataratta è assai più semplice e veloce che in passato: “Sino agli anni Ottanta”, ricorda ancora il dottor Buratto, “comportava un ricovero di oltre una settimana (tra esami diagnostici, intervento e degenza) e durava più di un’ora, spesso in anestesia generale e con un recupero visivo lentissimo. Tutti fattori per cui nella maggior parte dei casi ci si faceva operare solo quando la cataratta era molto evoluta e la vista oramai quasi del tutto compromessa. Oggi invece l’intervento, eseguito quasi sempre con una particolare tecnica detta facoemulsificazione, viene effettuato in regime ambulatoriale e, nella maggior parte dei casi, è eseguito in anestesia topica (locale) grazie all'istillazione nell'occhio di un particolare collirio, senza nemmeno dover eseguirne iniezioni. Dopo una-due ore il paziente può già tornare a casa e il recupero visivo è talmente buono che in un paio di giorni permette già di tornare alle normali attività”. 

Diversi tipi di intervento

Il Servizio sanitario nazionale garantisce solo l'intervento tradizionale: “Dopo aver effettuato una piccolissima incisione con il bisturi, il cristallino naturale viene 'polverizzato' con una sonda a ultrasuoni e quindi aspirato per poi sostituirlo con una IOL standard, cioè sferica e monofocale, che cioè può correggere un solo difetto di vista”, spiega il dottor Lucio Buratto. “Come già detto, la chirurgia refrattiva della cataratta offre però oggi anche la possibilità di inserire un cristallino artificiale multifocale per correggere più difetti visivi insieme, a partire da miopia, ipermetropia e astigmatismo. Va specificato che in presenza di soggetti astigmatici va utilizzato un cristallino particolare, che va ordinato 'su misura' dalle aziende specializzate. Inoltre, opzione assai utile soprattutto per gli anziani, l'intervento di cataratta con cristallino multifocale consente anche la correzione della presbiopia”.  

In particolare, la tecnica di intervento più moderna, sicura e precisa, combina la facoemulsificazione con l'utilizzo di uno speciale laser a femtosecondi: “Questo particolare strumento consente di eseguire il taglio corneale in modo perfetto, monitorando e modulando la sua estensione e profondità. Il cristallino naturale opacizzato viene prima frantumato e poi aspirato, dopo di che viene inserita la IOL. L'operazione dura circa 20 minuti, viene eseguita in anestesia locale con gocce di collirio e non richiede punti di sutura, con il paziente che torna a casa dopo pochissimo tempo. Ulteriore vantaggio: l'occhio operato non deve mai essere bendato”. 

Quando farsi operare (e quando no)

“La cataratta può essere rimossa in qualunque stadio della sua evoluzione, ma l’intervento non deve essere troppo ritardato perché occorre considerare che una vista ridotta, oltre a rendere difficoltose diverse attività quotidiane, aumenta il rischio di cadute e quindi di fratture, particolarmente pericolose nelle persone anziane”, prosegue il dottor Buratto. “Solitamente la cataratta viene operata in un occhio per volta, iniziando con quello che presenta l’opacità più avanzata e procedendo poi dopo qualche giorno o qualche settimana alla sostituzione del cristallino opacizzato anche nell'altro”.

Poche, ma comunque presenti le controindicazioni: è sconsigliabile sottoporsi al trattamento se si è diabetici, se si soffre di glaucoma o di malattie della cornea, se si hanno problemi di retina, se si è in cura con ormoni o psicofarmaci. “In ogni caso la situazione va sempre valutata in dettaglio dallo specialista”, commenta il dottor Lucio Buratto.

I costi di pubblico e privato

L’intervento di cataratta “tradizionale” (cioè con soli cristallini artificiali monofocali) è previsto dal Servizio sanitario nazionale con esenzione dal pagamento del ticket per chi ha più di 65 anni e un reddito inferiore ai 36 mila euro lordi l’anno; chi non rientra in questa categoria, paga invece un ticket di 46,15 euro. Le sempre maggiori richieste hanno però contribuito a prolungare le liste di attesa, che in alcune Regioni vanno oltre i dodici mesi. 

Nelle strutture private la tariffa dell’intervento di cataratta comprende varie voci: la parcella del chirurgo; i costi delle indagini preliminari (quali la biometria, la misurazione della pressione oculare, l’esame del fondo oculare e l’esame oculare del segmento anteriore); il costo della lente IOL (che varia dai 120 euro del modello “basic”, monofocale, ai circa 1.000 del modello “Premium” di ultima generazione). A seconda della soluzione richiesta, del Centro specialistico prescelto e del chirurgo refrattivo prescelto, il costo complessivo varia allora dai 1.200 ai 4.500 euro per occhio.