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Cataratta: tecniche, tempi e costi dell’intervento

1 Dicembre 2020

Cataratta: tecniche, tempi e costi dell’intervento

La cataratta è un disturbo della vista che colpisce il 60% dei soggetti di oltre 70 anni ed è dovuto alla progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio, che va quindi sostituita con un cristallino artificiale, detto anche “lente intraoculare” o IOL. “Si tratta di piccole lenti, fatte di uno speciale materiale plastico, che vengono inserite all’interno dell’occhio e consentono non solo di risolvere l’opacità che impedisce una vista ottimale, ma anche di correggere eventuali difetti della vista già presenti, eliminando in molti casi la necessità di portare occhiali per vederci tanto da lontano quanto da vicino. Una volta posizionato, il cristallino artificiale rimane fisso nell’occhio e non richiede di essere pulito o sostituito”, spiega il dottor Lucio Buratto, responsabile del Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e tra i massimi esperti in materia. 

Un’operazione semplice e veloce

Lo scorso anno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono stati effettuati oltre 20 milioni di interventi di cataratta in tutto il mondo. Nella sola Italia, Paese che vanta uno dei più alti tassi di longevità, nel 2017 sono state operate 600 mila persone. “Sino a pochi anni fa”, commenta il dottor Lucio Buratto, “si attendeva l’età avanzata per intervenire. Oggi invece si tende ad anticipare i tempi, operando quando il problema ha appena iniziato a manifestarsi o addirittura prima, ovvero quando si presenta la cosiddetta ‘sindrome del cristallino disfunzionale’, ovvero quando il cristallino inizia a presentare delle imperfezioni che disturbano la qualità visiva”.

A far propendere specialisti e pazienti per una tempistica anticipata, c’è anche e soprattutto il fatto che oggi l’intervento per la risoluzione della cataratta è assai più semplice e veloce che in passato: “Sino agli anni Ottanta”, ricorda ancora il dottor Buratto, “comportava un ricovero di oltre una settimana (tra esami diagnostici, intervento e degenza) e durava più di un’ora, spesso in anestesia generale e con un recupero visivo lentissimo. Tutti fattori per cui nella maggior parte dei casi ci si faceva operare solo quando la cataratta era molto evoluta e la vista oramai quasi del tutto compromessa. Oggi invece l’intervento, eseguito quasi sempre con una particolare tecnica detta facoemulsificazione, viene effettuato in regime ambulatoriale e, nella maggior parte dei casi, è eseguito in anestesia topica (locale) grazie all’istillazione nell’occhio di un particolare collirio, senza nemmeno dover eseguirne iniezioni. Dopo una-due ore il paziente può già tornare a casa e il recupero visivo è talmente buono che in un paio di giorni permette già di tornare alle normali attività”. 

Cataratta | Costi | Intervento | Tecniche | Tempi
Salute

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