Divorzi Anziani

Come gestire una separazione in una coppia di anziani

I cosiddetti "divorzi bianchi" sono un fenomeno in aumento per motivi sociali e culturali. Ma qualcosa, per evitarli, si può fare

Sono sempre più frequenti, tanto che gli è stato persino dato un nome specifico: divorzi bianchi. Stiamo parlando delle separazioni che avvengono tra coppie di anziani. Prima casi isolati, ora un fenomeno sociale dai risvolti multipli.

Quali i motivi di questo fenomeno

“Dietro ai divorzi bianchi – ci spiega la dott.ssa Emanuela Napoli, psicologa e sessuologa esperta dell'età evolutiva – c'è soprattutto un profondo cambiamento culturale e sociale. Nei decenni precedenti infatti le coppie resistevano anche quando non c'era più un rapporto. Ma aveva sopravvento la paura dei giudizi altrui in un mondo dove separarsi era visto come un peccato mortale, una macchia indelebile. Ora invece le cose sono cambiate. Le persone stanno prendendo consapevolezza del proprio io e di conseguenza c'è molto più il coraggio di seguire la propria strada”.

Insomma, un cambio epocale che pone fine ad alcuni cliché classici che vedevano l'uomo legato al lavoro ed al sostentamento economico della famiglia e la donna nel ruolo della madre e casalinga. Ruoli in cui alla fine i due singoli si annullavano.
“Questo è il più classico degli errori – continua la dott.ssa Napoli – perché di fatto la coppia non investe più in se stessa, non cresce. E quando, per il raggiungimento della pensione per l'uomo e l'addio alla casa dei figli per la donna, moglie e marito si ritrovano soli in casa a costruire una nuova vita di fatto si scoprono estranei, l'uno all'altro. Da qui l'inevitabile separazione”.

Ci sono poi motivi psicologici e fisici. La donna ad esempio ora è molto più emancipata e si sente libera di avere una vita piena in ogni sua fase, anche in quella adulta e della terza età. Ci sono anziani che vogliono studiare, viaggiare, imparare a fare cose nuove e diverse. Tutto questo crea scossoni in una coppia.
“Per il maschio poi – sottolinea la dott.ssa Napoli – vi è una forte componente sessuale. L'uomo infatti mantiene un livello del desiderio identico alla fase da adulto. Per la donna invece dopo la menopausa vi è un calo.E questo crea una forte, fortissima tensione tra i due che spesso porta alla rottura. Da qui nasce il più classico dei comportamenti: l'uomo lascia la donna anziana per una ragazza più giovane”.
I dati testimoniano questa teoria e raccontano che in caso di separazione l'uomo quasi sempre si riaccoppia mentre la donna tende a restare da sola.

Le complicanze psicologiche dietro una separazione tra anziani

“In realtà – aggiunge la Dott.ssa Napoli – per chi divorzia le difficoltà personali e psicologiche sono identiche che si sia adulti o anziani. Non vi è una differenza legata all'età. Come sempre infatti la prima fase è quella della negazione in cui chi viene lasciato pensa che l'altro o altra tornerà a casa e tutto possa riprendere in maniera normale. Insomma si crede di poter ricucire il rapporto. Quando, dopo settimane, ci si renderà conto invece che la realtà è differente e non vi è alcuna possibilità di recuperare il matrimonio subentra la fase della rabbia. Che non è per nulla negativa, anzi, direi che è doverosa e necessaria. Si tratta di un passaggio fondamentale in cui si rielabora per la prima volta l'accaduto e le motivazioni; certo, per prima cosa si attribuiscono tutte le colpe all'altro ma poi si potrà finalmente fare un'analisi personale per evidenziare e concentrarsi sui propri errori”.

Come sempre però quando una coppia si rompe le problematiche, le difficoltà ricadono ed interessano anche i figli. “in effetti sono proprio i familiari – ci fa notare la dott.ssa Napoli – quelli che subiscono i contraccolpi psicologici più pesanti. Sono loro infatti che devono fare i conti con il crollo del modello di famiglia dentro il quale sono cresciuti”.

Poi ci sono problematiche oggettive queste si più importanti e sono di carattere quotidiano. Una donna, ad esempio, soprattutto se ha dovuto gestire la casa è in grado di essere autonoma e badare a se stessa. Un uomo invece si troverebbe a dover imparare cose partendo da zero. Poi è ovvio che con l'avanzare dell'età e delle problematiche legate alla salute, il coniuge di fatto è il primo assistente. Questo, con tutte le conseguenze del caso (che spesso ricadono sui figli) non avviene nelle coppie separate.

Cosa fare per salvare la coppia?

“Inutile dire – conclude Emanuela Napoli – che se finisce l'amore non ci si può fare nulla. Ma di certo si può intervenire prima soprattutto se le problematiche sono invece meno profonde: il consiglio: prima di tutto comunicare, sempre, e capire come comunicare. Bisogna che la coppia continui a crescere, continui ad avere una capacità introspettiva che aiuti a comprendere lo stato delle cose e mediare in caso di problemi. Bisogna in poche parole preparare il terreno quando la coppia si troverà, finito il lavoro ed il compito di genitore, a passare più tempo assieme”.