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Caduta dei capelli: è anche una “questione” di batteri

5 Dicembre 2020

Caduta dei capelli: è anche una “questione” di batteri

La caduta dei capelli è una variabile  dipendente da numerosi fattori. Il ciclo vitale del capello prevede l’alternanza di tre fasi, una di crescita, una di riposo, ed una di caduta. E numerosi sono i fattori che concorrono alla sua salute.

Il livello di benessere dei nostri capelli è da sempre associato ai cambiamenti dell’equilibrio di tutti i microorganismi (batteri, funghi, virus, ecc.) che abitano ogni parte del nostro corpo, cuoio capelluto compreso, e che in linguaggio tecnico si chiama Microbioma. Quando l’equilibrio naturale del microbioma è compromesso è più facile perdere i capelli.

La dermatologia di precisione, però, fa passi importanti nei trattamenti contro questa prematura caduta. Parliamo di dermatologia di precisione nel senso che, oggi abbiamo a disposizione tante possibilità terapeutiche per curare una determinata patologia e quindi scegliamo quella più adeguata ad ogni specifico paziente.

In un autorevole studio di prossima pubblicazione emerge nello specifico che  il Microbioma è sempre coinvolto nelle patologie legate alla caduta dei capelli. La ricerca in particolare, evidenzia che le persone affette da alopecia areata, una malattia del capello il cui sintomo principale è la sua caduta, sono soggette a  cambiamenti del microbioma.

Chi ha problemi di perdita di capelli – spiega la dottoressa Daniela Pinto – ricercatrice biotecnologa presso il laboratorio di ricerca HMAP di Giuliani – spesso soffre in associazione di problemi di  carenza di vitamine, ma anche di sali minerali in particolare  di ferro e  zinco.

“Lo studio che stiamo per pubblicare – prosegue la dottoressa Pinto – ha evidenziato come il microbioma, coinvolto nelle patologie dello scalpo e della pelle,  sia coinvolto nell’assorbimento ad esempio di vitamine, sali minerali, nella risposta autoimmune  e nella pollution. L’alopecia areata, caratterizzata dalla caduta parziale o totale di peli, capelli, ciglia e sopracciglia e, a differenza della calvizie, è una malattia autoimmune.

Nello specifico dallo studio emerge che il Microbioma è sempre coinvolto nelle patologie legate alla caduta dei capelli. Lo studio prossimo alla pubblicazione evidenzia che le persone affette da alopecia areata, sono soggette a cambiamenti del microbioma.

Questi microorganismi che compongono il microbioma mutano, e questi cambiamenti corrispondono a delle modificazioni nelle vie metaboliche, ad esempio nei meccanismi che sono coinvolti nell’assorbimento di minerali e vitamine, ed anche nella risposta autoimmune.

Fra i numerosi processi metabolici su cui il microbioma può intervenire, figurano anche quelli che ci difendono dall’inquinamento ambientale, ovvero l’esposizione ai raggi solari, causa principale dello stress  ossidativo e l’inquinamento da sostanze chimiche presenti nell’aria.

Questo preannuncia l’uscita di nuove formule che saranno presto sul mercato, che aiuteranno a contrastare anche le più severe forme di disbiosi cutanea, ovvero l’alterazione dell’equilibrio del nostro microbioma.

In  Giuliani la ricerca si rinnova e cambia nome, diventando attualmente “Gruppo Innovation”, un processo che punta ad enfatizzare il ruolo di ricerca del futuro che porterà alla definizione di prodotti innovativi e che tengono conto delle più avanzate tecniche scientifiche. Questo nuovo concept di ricerca scientifica rappresenta un enorme balzo in avanti nella dermatologia di precisione.

“Da qualche anno, soprattutto in campo oncologico – aggiunge la dottoressa Pinto –  si utilizza una tecnica definita medicina di precisione secondo cui se si riescono a scoprire alcune caratteristiche genetiche e personali è possibile individuare la terapia più utile per quel determinato soggetto.

Che cosa cambia con questo studio nello scenario clinico dei trattamenti per chi soffre di caduta dei capelli?

“Il dermatologo ora ha un arma in piu’ nello scegliere la terapia più mirata ai problemi di disbiosi cutanea, che comportano cambiamenti nel microbioma”.

Quali i benefici per i pazienti?

“I benefici per i pazienti sono su differenti livelli: innanzitutto poter utilizzare nuove formule attraverso lozioni post detersione utili nell’ aiutare nel ripristino del riequilibrio del microbioma. L’aspetto fondamentale è che le patologie dermatologiche sono sempre correlate ad una disbiosi, ma la disbiosi non è uguale per tutte le persone”.

Questo è il vero balzo in avanti, individuare trattamenti che tengono conto anche delle differenti caratteristiche del paziente e conseguentemente delle reali esigenze diverse da persona a persona!

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Redazione Autore

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