cura diabete

Cura diabete: una cura definitiva grazie alla medicina microinvasiva

Sbarca a Milano la prima cura diabete definitiva grazie al lavoro d'équipe dell'ospedale Niguarda che nel corso dell'anno 2016 ha effettuato per la prima volta in Europa e per la quarta volta nel mondo questo tipo di operazione grazie a una tecnologia biotech microinvasiva.

L'intervento, messo a punto all'interno del Diabetes Research Institute dell'università di Miami sotto la direzione del professor Camillo Ricordi, è stato condotto a Milano su un paziente di 41 anni che era costretto a convivere con il diabete e a somministrarsi l'insulina tutti i giorni dall'età di 11 anni. Questa cura diabete, invece, si è rivelata definitiva perché consiste nel trapianto di cellule pancreatiche sane ricevute da un donatore. Il ruolo di tali cellule è quello di sostituire le cellule Beta, preposte alla produzione dell'insulina, presenti all'interno delle isole di Langerhans, agglomerati di cellule site nel pancreas, distrutte dal diabete di tipo 1, malattia autoimmune che le ha attaccate e distrutte fino ad impedirne completamente l'attività.

L'insulina aiuta la sintesi del glucosio ed impedisce che questo si accumuli nel sangue causando dei picchi iperglicemici, per questo la sua assenza implica la necessità inderogabile di autosomministrarsela rendendo sempre più urgente una cura diabete definitiva.

Ma cosa rende il trapianto di cellule pancreatiche una cura diabete definitiva? Sicuramente la presenza di una struttura biodegradabile costituita da una combinazione di plasma e trombina all'interno della quale le cellule possono essere impiantate nell'omento, la membrana lipidica che riveste l'addome, senza suscitare delle reazione infiammatorie che ne compromettano la sopravvivenza all'interno dell'organismo d'arrivo. La struttura biodegradabile, infatti, aderisce all'omento permettendo alle cellule di mantenersi in sede, ma in seguito viene riassorbita dalla membrana evitando complicazioni.

Un ulteriore vantaggio di questa cura diabete è che, oltre ad essere una cura biotech, è anche una tecnica chirurgica non invasiva di tipo videolaparascopico, ovvero l'intervento viene senza praticare incisioni, ma solo fori tramite i quali vengono introdotti all'interno della cavità addominale videocamere e sottili strumenti chirurgici.