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“Ella & John” di Paolo Virzì e gli altri film sull’Alzheimer

Profonda tenerezza e accessi d'ira, frustrazione ed entusiasmo, attimi di soddisfazione e momenti di sconforto. Chi si trova nella difficile situazione di essere al fianco di un malato di Alzheimer conosce bene tutti i sentimenti e gli stati d’animo che Paolo Virzì è riuscito a fondere in un perfetto connubio di drammaticità e leggerezza nel suo ultimo film “Ella & John - The Leisure Seeker”, nelle nostre sale cinematografiche dal 18 gennaio dopo aver già ricevuto gli applausi di pubblico e addetti ai lavori allo scorso Festival del Cinema di Venezia.

Ella (interpretata dalla 72enne Helen Mirren, premio Oscar come miglior attrice protagonista nel 2007 per “The Queen”) e John Spencer (l’82enne Donald Sutherland, a sua volta premio Oscar alla carriera nel 2017) hanno trascorso insieme un'intera vita, che però John non ricorda se non nei rari momenti di lucidità che il morbo di Alzheimer gli concede. Ella diviene allora la mente e la memoria di entrambi e, per rivivere con il marito le emozioni di un tempo, organizza un viaggio a bordo del loro vecchio camper “The Leisure Seeker” lungo la Old Route 1, tradizionale meta di tutte le passate vacanze di famiglia. Un viaggio che è al contempo una fuga dal nervosismo e dall'apprensione dei figli e un ritorno ai luoghi della giovinezza. Ma che è anche un incontro con un'umanità indifferente e noncurante, che raramente si ferma ad ascoltare il dolore della malattia, ma che non ferma l’avventura di Ella & John tra inevitabili debolezze, prepotenti ossessioni e infinita tenerezza…

Nello stile di “Ella & John”

La leggerezza che accompagna tante scene di “Ella & John” caratterizza altre recenti pellicole di successo. Come per esempio “Quartet” (regia di Dustin Hoffman, 2012), ambientato all'interno della casa di riposo per musicisti lirici Beecham House, dove vecchie amicizie e nuovi travolgenti incontri hanno per sfondo l'allestimento di un concerto di auto-finanziamento che sarà l'occasione per far rinascere vecchi rancori e sentimenti, amplificati dalla latente demenza senile che affligge una delle protagoniste. 

La casa di riposo e il nucleo Alzheimer sono anche gli scenari del lungometraggio d'animazione “Arrugas” (regia di Ignacio Ferreras, 2011), che ha come tema centrale le profonde amicizie che possono nascere anche in una struttura per anziani, dove un gruppo di loro si impegna per favorire l'integrazione di Emilio, ex-direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer, sperando che il contatto umano sia in grado di preservarlo dall'alienazione e dall'isolamento in cui la perdita di memoria lo sta gettando.

Lui, lei, l’amore e l’Alzheimer

Ella & John, ma non solo: il cinema ha proposto altre coppie in lotta con l’Alzheimer o la demenza senile. Storie diverse, in cui l’amore è però sempre il co-protagonista e l’arma principale con cui viene affrontata la malattia. A partire dal commovente “Le pagine della nostra vita” (regia di Nick Cassavetes, 2004), che narra la passione tra Allie Hamilton e Noah Calhoun, una storia travolgente che Allie ha ormai dimenticato a causa dell'Alzheimer, ma che può rivivere come fosse la prima volta grazie alla lettura della loro fitta corrispondenza da parte dello stesso Noah. 

Sentimenti altrettanto forti, ma toni decisamente più drammatici caratterizzano invece “Una sconfinata giovinezza” (regia di Pupi Avati, 2010), in cui Chicca decide di evitare il ricovero al marito Lino, suo amore di una vita, finendo così a lottare da sola contro l’Alzheimer con tutte le immaginabili angosce generate dalla situazione di ritrovarsi progressivamente a vivere con un adulto che si comporta sempre più da bambino.

Quando arriva troppo presto

Anche l'Alzheimer precoce purtroppo sempre più diffuso secondo le casistiche mediche, ha ispirato alcune storie cinematografiche come per esempio “Still Alice” (regia di Richard Glatzer e Wash Westmoreland, 2014), che mette in scena la tragica consapevolezza di Alice Howland, insegnante universitaria e madre di tre figli, che vede la sua vita e il suo ruolo disfarsi di fronte al repentino manifestarsi della malattia. Proprio come nel caso di  Diane McGowin, protagonista del film “Il silenzio dell'amore - Forget me never” (regia di Robert Allan Ackerman, 1999), avvocato affermato e madre di famiglia, costretta a riscrivere la sua vita e tutte le sue relazioni umane in funzione dell’Alzheimer.