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Feste di Natale con gli anziani: cosa fare (e cosa no)

Le feste di Natale, con le tante occasioni di ritrovo tra parenti e amici, portano novità ed emozioni che per gli anziani possono essere fonte di gioia, ma anche di stress. Ecco perché è bene avere qualche attenzione particolare se si vuole creare un clima che sia davvero sereno per tutti. “Se si hanno a cuore i propri cari, in questi casi è necessario organizzare i festeggiamenti in base anche e soprattutto alle loro esigenze, avendo presenti le loro nuove fragilità e riconoscendo i loro limiti, ma al contempo continuando a coinvolgerli, anche se non sono più autosufficienti”, afferma la psicologa Laura Rivolta. Con la sua consulenza, vediamo allora quali sono i comportamenti da mettere in atto, e quali invece quelli da evitare, nelle diverse situazioni.

Se si festeggia a casa

In questa situazione il principale errore da evitare è quello di escludere gli anziani dai preparativi, magari anche perché mossi dalla lodevole preoccupazione di non farli stancare. Ritrovarsi a non far nulla, soprattutto se in passato erano abituati a essere al centro dell’organizzazione del pranzo o del cenone, indurrebbe infatti nei ‘nonni’ un forte calo di autostima e un profondo senso di inadeguatezza”, avverte la dottoressa Laura Rivolta. “Al contrario, per farli sentire ancora utili e al centro della vita familiare, è bene affiancarli facendosi carico dei compiti più gravosi fisicamente, ma richiedendo sempre la loro guida. Se ad esempio è tradizione della famiglia portare in tavola un dato piatto che l’anziano era solito preparare, è possibile farlo al posto suo ma facendosi indicare precisamente la ricetta e chiedendogli una supervisione in cucina. Il nostro caro continuerà così a percepire la sua importanza in qualità di portatore delle tradizioni famigliari, affaticandosi però molto meno dal punto di vista fisico”.

Se si passa il Natale “fuori”

Che sia in programma un pranzo al ristorante o un festeggiamento a casa di altri parenti o amici, anche qui è fondamentale avere ben presenti le esigenze dei più anziani. “In particolare, è fondamentale che il contesto permetta loro di allontanarsi anche solo momentaneamente dal pranzo o dal cenone per potersi riposare o, più semplicemente, per poter metabolizzare il carico di emozioni provate”, prosegue la nostra psicologa. “Sconsiglio poi anche di scegliere un ristorante molto distante da dove si abita, perché ciò diventa inevitabilmente una fonte di stress per l'anziano: non solo per il viaggio in sé, ma anche per la preoccupazione di dover riuscire a ‘resistere’ per non rovinare la festa a figli e nipoti, vista l’impossibilità di essere riaccompagnato a casa in breve tempo”.

Se l’anziano vive in una Rsa

Rendere speciale il giorno di Natale con un’uscita dalla struttura in cui l’anziano si trova? “Se ciò non comporta un rischio per la condizione dei nostri cari (cosa ovviamente da verificare con i medici che li seguono), far trascorrere loro una giornata diversa in compagnia di amici e parenti può essere un'ottima idea. Condizione indispensabile è che però il clima famigliare sia sicuramente ed effettivamente rilassato: come si sa, le feste di Natale sono un momento di incontro, che a volte può però purtroppo trasformarsi in un’occasione di scontro. Se c’è quindi solo un minimo rischio di possibili conflitti famigliari, meglio evitare: in particolare, se il proprio caro è affetto da demenza senile o morbo di Alzheimer, si finirebbe per farlo sentire vulnerabile e in una condizione di pericolo che potrebbe indurre reazioni aggressive o generare un grave stato d'ansia”.

L’alternativa è quella di riunire i parenti più stretti e/o gli amici più intimi all'interno della Rsa, se questa offre tale possibilità, magari proponendo un pranzo natalizio o qualche altro festeggiamento. “Al riguardo, è importante ricordare che per l'anziano la struttura è divenuta una nuova comunità e quindi la partecipazione agli eventi da essa proposti risulta agli occhi del nostro caro anche una forma di sostegno e un prezioso apprezzamento delle attività di cui è stato un contribuente attivo sotto la guida degli operatori”.