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Pressione Anziani: i valori per un buon stato di salute

Ipertensione: quali sono i rischi dei valori alterati della pressione negli anziani?

Il tema della pressione sanguigna è estremamente importante per tutte le persone di qualsiasi età ma, con il progredire degli anni, assume una rilevanza ancora maggiore a causa della sua tendenziale variazione in aumento e al rischio per la salute ad essa associato. È stata infatti ampiamente dimostrata la correlazione diretta di valori superiori alla media di pressione arteriosa con una probabilità più alta di contrarre patologie croniche e acute (ictus, infarto miocardico, scompenso cardiaco, arteriopatia periferica ed atero-sclerosi carotidea, ecc.).

Cosa significa pressione sistolica e pressione distolica?

Prima di addentrarci però sull'indicazione dei valori di pressione che si dovrebbero riscontrare sull'anziano affinché possa ritenersi in buona salute, è bene chiarire il significato di alcune espressioni tecniche comunemente utilizzate in questo ambito della medicina, ossia pressione sistolica e pressione diastolica. Con la prima locuzione si fa riferimento alla pressione del sangue esercitata sulle pareti dei vasi arteriosi durante la fase di contrazione del muscolo cardiaco, mentre la seconda si rileva nella fase di rilassamento del medesimo muscolo. In altre parole, la pressione sistolica coincide con il valore massimo e la pressione diastolica con il valore minimo registrati durante una singola misurazione.

Come misurare la pressione: modalità e frequenza.

Riguardo alle modalità di rilievo della pressione, si può fare riferimento alle indicazioni riportate sulle linee guida internazionali che prescrivono di effettuare la misurazione in posizione seduta, indipendentemente dall'età dell’individuo. Se avete l’abitudine di prendere il valore di pressione con strumenti manuali (sfigmomanometro aneroide) è inoltre importante, specie nelle persone anziane, gonfiare il bracciale ad una pressione iniziale relativamente alta. In questo modo si prevengono delle letture sottostimate della pressione sistolica a causa del cosiddetto gap ascoltatorio, ossia di particolari suoni (toni di Korotkoff) avvertibili durante la fase di deflazione del bracciale. Esiste anche un’altra ragione per la quale è opportuno partire con la graduale deflagrazione del bracciale da una pressione alta dello stesso: poiché i tessuti vascolari dell’anziano sono spesso interessati da fenomeni di sclerosi, essi possono esercitare una certa resistenza che andrebbe ad inficiare, sovrastimandolo, il reale valore pressorio. Tecnicamente si parla in questo caso di pseudo-ipertensione. Per tale ragione è molto frequente effettuare delle sovrastime quando si effettuano dei rilievi a persone anziane.

Per comprendere se siamo di fronte a valori pressori anomali ovvero normali, a livello internazionale sono stati definiti per le persone in età avanza i valori di 140/90 mmHg come limiti superiori oltre i quali si può parlare di ipertensione arteriosa. I valori ottimali sono i medesimi che interessano anche alla popolazione giovane e di media età, ossia 120/80 mmHg. A causa dei diversi fattori che possono indurre a sovrastimare le misure effettuate sulla persona anziana, è consigliabile ripetere più volte le sessioni di rilievo con lo strumento, anche nell'arco dell’intera giornata. Come è noto, infatti, i valori pressori del sangue possono subire notevoli variazioni durante le 24 ore, in funzione della specifica attività che si sta svolgendo ovvero dello stato fisico individuale. Le misurazioni isolate, sebbene comunque in grado di darvi alcune informazioni, devono sempre essere suffragate dal valore medio di più registrazioni distanziate fra loro nel tempo.

Quali sono i sintomi?

Per avere un riferimento della soglia di allarme grave, è utile sapere che il rischio vascolare si incrementa in modo esponenziale per valori di pressione massima (sistolica) nell'anziano superiori a 160 mmHg e di pressione minima (diastolica) 95 mmHg. Purtroppo la pressione alta dell’anziano è in genere asintomatica, mentre i sintomi della pressione bassa, di per sé meno pericolosa per l’organismo, possono essere avvertiti come capogiri frequenti nei cambi di posizione, stanchezza di fondo, spossatezza, ecc. La pressione bassa diventa insidiosa soprattutto in termini indiretti: l’anziano è in genere meno veloce nel reagire quando avverte un principio di svenimento da calo pressorio e, pertanto, può facilmente procurarsi delle lesioni nella conseguente caduta a terra.

Cause e prevenzione

Quando si diagnostica uno stato di ipertensione nell'anziano occorre consultare immediatamente il medico al fine di individuarne le cause ed, eventualmente, intraprendere un percorso terapeutico specifico. I fattori che possono portare alla pressione alta nell'anziano sono moltissimi e spesso di non facile individuazione. La perdita fisiologica di elasticità dei vasi sanguigni nonché la ridotta efficienza di organi quali reni e fegato possono essere sufficienti per determinare uno stato ipertensivo di fondo. A queste cause molto frequenti, nell'ultra sessantacinquenne possono associarsi anche stati patologici specifici che devono essere considerati nel quadro generale della valutazione della pressione arteriosa.

Non si deve alla fine dimenticare che la qualità della pressione arteriosa è molto influenzata dello stile di vita individuale: alimentazione e attività fisica sono infatti due importanti "leve" su cui poter agire direttamente per preservare un buono stato di salute generale, che è alla base della prevenzione dell'ipertensione.

Fonte: Linee Guida sull'ipertensione arteriosa nell'anziano, elaborato da A. UNGAR, F. SALTI, M. DI BARI, A. DI IORIO.