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Vaccino contro il Covid per i «caregiver». Cosa prevede la norma

13 Maggio 2021

Si parla tanto in questi giorni di caregiver, soprattutto per quel che riguarda la possibilità che viene data loro di poter ottenere il Vaccino contro il Covid come categoria in qualche maniera protetta ed indispensabile. Ma non tutto è chiaro su questa procedura che al momento non ha un uniformità a livello nazionale, cosa che crea enorme confusione.

Chi tutela genitori anziani o parenti fragili ha diritto al vaccino, ma non è così facile stabilire chi sia davvero un Caregiver, distinguere quindi chi si improvvisa una cosa che non è solo per saltare la lista d’attesa

Oltre 7 milioni di persone in Italia si occupano a tempo pieno di famigliari fragili, malati, anziani o disabili. Un esercito di “volontari”  non tutelati dallo Stato, ma che di fatto svolgono mansioni pesanti e impegnative per aiutare padri, madri o parenti in difficoltà. Vengono chiamati “caregiver” e, con la pandemia, le loro difficoltà sono aumentate.

Chi sono i caregiver

L’emergenza sanitaria, infatti, ha comportato la chiusura di molti servizi diurni e la sospensione delle cure domiciliari e i caregiver si sono trovati da soli a curare i propri cari oltre a tutelarli e proteggerli dai possibili contagi da virus con il rischio di essere loro stessi veicolo di contagio.

Proprio per la prossimità dei caregiver agli anziani fragili è stato deciso di inserire questa categoria tra gli aventi diritto al vaccino. All’interno del documento chiamato “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” si stabilisce infatti che saranno vaccinate “subito le persone con disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica) definite disabili gravi ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3 e familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto”. 

Cosa succede con le eccedenze di vaccino

Nell’attesa del proprio turno, però, è possibile che i caregiver richiedano che le eccedenze diarie delle dosi di vaccino vengano somministrate a loro. L’ordinanza prevede, infatti, che gli aventi diritto si iscrivano alle cosiddette “liste di riservisti” e che vengano chiamati direttamente dalle Asl in base ai criteri di appartenenza alle fasce di categoria in oggetto.

Sull’ordinanza firmata dal Commissario Figiuolo si legge: “le dosi di vaccino anti-Covid eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, verranno eccezionalmente somministrate per ottimizzare l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal Piano nazionale e le successive Raccomandazioni”.

“I furbetti del vaccino”

Per candidarsi a ricevere la propria dose di vaccino è sufficiente accreditarsi come “caregiver” e aspettare il proprio turno.

E qui iniziano i problemi. Dopo che il giornalista Andrea Scalzi – come riportato tra gli altri da Corriere della Sera e Dagospia – si è fatto vaccinare il qualità di “caregiver riservista” più o meno accreditato la procura di Arezzo ha aperto un’indagine atta a capire quali sono le reali maglie imposte ai cittadini che vogliano iscriversi a una qualunque lista di attesa. 

Sembra infatti che i “furbetti del vaccino” non manchino in Italia e che a saltare la fila siano in tanti. I Nas di Firenze, ad esempio, hanno scoperto che sul portale della Regione Toscana si sarebbero iscritti tra gli altri ballerine, modelle, professori d’orchestra, insegnanti di alcune discipline sportive, istruttori di scuola guida, cuochi e camerieri. I carabinieri starebbero verificando un elenco di 57 mila nomi per individuare chi ha avuto accesso al vaccino senza averne diritto. 

Come distinguere un “caregiver” da un “furbetto”?

Sul tema dei caregiver la questione è ancora più complessa. Questi “professionisti dell’accudimento famigliare”, infatti, non sono tutelati dalla legge sebbene si tratti, secondo i dati Istat, di circa 7,3 milioni di italiani, di cui oltre due milioni con impegni pesanti, superiori alle venti ore settimanali. 

Oltre il 60 per cento dei caregiver è una donna, ma ci sono anche tanti studenti che si occupano di nonni soli e malati. Mentre in molti paesi europei  i caregiver sono riconosciuti e tutelati per il loro ruolo questo non accade in Italia e quindi oggi capire se chi si dichiara “caregiver” lo è davvero e quindi ha diritto al vaccino è ancora più complicato. 

Secondo fonti interne dell’Arma dei Carabinieri ci vorranno mesi per fare chiarezza sui furbetti del vaccino e arrivare a punire chi ha saltato la fila mettendo a repentaglio la sicurezza pubblica e chi invece è riuscito a ottenere la propria dose spettante per diritto in quanto parte di quel sistema di tutela della fragilità che ha bisogno di essere protetto.

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Assistenza | Caregiver | Covid | Vaccino
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Redazione Autore

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