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Alzheimer e “Wandering”: cos’è il vagabondaggio e come lo si affronta nei malati di Alzheimer

Wandering nei malati di Alzheimer
1 Ottobre 2018

Il wandering è un comportamento tipico dei malati di Alzheimer e consiste nel girare per strada senza sapere dove si sta andando e cosa si stia facendo. Alzheimer e vagabondaggio, quindi, sono strettamente correlati. 

Il wandering nei malati di Alzheimer è senza dubbio un comportamento preoccupante, in quanto mette a rischio la sicurezza stessa del malato che abbandona la propria abitazione e si espone a numerosi pericoli.

Non è chiaro cosa scateni questa azione, forse un bisogno primario come la ricerca di cibo, o forse la voglia di cercare riparo da rumori fastidiosi o altri stimoli esterni eccessivi.

Le spiegazioni al wandering possono essere anche più banali: a volte, ad esempio, il malato scappa per noia oppure più semplicemente dopo essersi allontanato non ricorda più il motivo della sua uscita.

Di sicuro per gli esperti non bisogna assolutamente privare il malato di Alzheimer della sua libertà.

I motivi del wandering

I principali motivi del wandering, sono:

  • Abitudini del passato: è probabile che il malato cerchi di ripetere abitudini che gli erano care in passato. Se, ad esempio, era abituato a fare passeggiate mattutine, è probabile che cerchi di ripetere quell’esperienza.
  • Ricerca del passato: La persona affetta da wandering vaga per casa, o per strada, alla ricerca di una persona o un oggetto a lui caro. È probabile che se non lo trova, si rechi altrove per continuare la sua “ricerca”.
  • Necessità di movimento: Il wandering può essere causato dal fisiologico bisogno di muoversi. Una persona affetta da Alzheimer ha una vita poco attiva e questo, unito alla noia, può spingerlo a vagabondare.
  • Stato confusionale: I cambiamenti sono difficili da affrontare per i malati di Alzheimer. Anche un banale cambiamento di arredamento o di spazio nel quale vivono può indurre al wandering. Uno degli stati confusionali più comuni è la confusione temporale che fa credere a una persona affetta da wandering, nel cuore della notte, che sia mattina.
  • Irrequietezza: Questo stato d’animo provoca il bisogno di muovere le gambe e può indurre le persone a camminare molto e in qualsiasi momento della giornata.
  • Cause fisiologiche: le persone affette da Alzheimer non riescono sempre a interpretare i loro bisogni e stimoli, e ciò può portare un elevato stato di ansia e agitazione che, in alcuni casi, si può tramutare in azioni di vagabondaggio.

Le cause del Wandering nei malati di Alzheimer

Per prima cosa – fanno sapere da Alzheimer Italia, la più grande associazione di medici, esperti e familiari di persone affette da questa patologia – bisogna evitare i rimproveri o le reazioni violente come chiudere il malato in una stanza per evitare che scappi. Questo potrebbe scatenare una reazione violenta e quindi ancor più pericolosa. Bisogna, invece, distrarlo in qualche modo, calmarlo e, se proprio volesse uscire, accompagnarlo”.

Molto spesso capita di trovare anziani “vagabondare” per strada. Il suggerimento in questi casi è di non farsi prendere dal panico perché solitamente i casi di wandering avvengono in zone non troppo lontane dall’abitazione.

Wandering da Alzheimer: terapia

Fino a che è possibile sconsigliamo anche la terapia farmacologica contro il vagabondaggio da Alzheimer. I medicinali, infatti, hanno effetti collaterali nocivi come sonnolenza, confusione ed incontinenza urinaria”, ha commentato il reparto medico specialistico di Alzheimer Italia. 

Nonostante questo è bene ricordare, a scanso di equivoci, che la scienza sta progredendo verso nuovi trattamenti sulla sindrome di Alzheimer e di altre malattie neurodegenarative.

Prevenire il Wandering: ecco come

Ci sono per fortuna dei comportamenti o dei gesti semplici con cui si può prevenire o limitare il wandering. Il primo è quello di mettere in sicurezza gli spazi dove il malato di Alzheimer vive. La possibilità di avere un giardino può essere di grande aiuto, purché venga recintato. 

Questo perché c’è sempre più spesso la noia o il bisogno di scaricare dell’energia dietro il vagabondaggio di un malato. In questi casi meglio lasciare spazi aperti e sicuri il più possibile in casa o organizzarsi per portare la persona a fare una passeggiata almeno una volta al giorno con l’aiuto di parenti, amici e volontari”.

È utile che il malato abbia sempre con sé un documento di identità ed un numero di telefono da chiamare in caso fosse trovato in stato confusionale per strada.

Per le donne può essere utile mettere nella borsa la carta d’identità, mentre per gli uomini si potrebbero usare le tasche di giacche o pantaloni.

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Redazione Autore

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