Anziani Running Corsa

Anziani e la corsa: vantaggi, rischi, consigli

Correre sta diventando uno sport sempre più praticato anche dagli anziani. Ma ci sono dei rischi. Ecco cosa fare

Sarà la moda, sarà il fatto che gli anziani di oggi si sentono (giustamente) sempre più giovani, sarà in ultimo l’arrivo della bella stagione sta di fatto che sono sempre più le persone della terza età che si mettono a correre. Il running è un’attività fisica semplice, che si può fare dappertutto, con vantaggi per il nostro metabolismo sicuri ma che quando si superano i 60 anni va affrontata con molta, moltissima precauzione.

La corsa infatti è un’attività molto rischiosa, soprattutto per il cuore, con conseguenze gravissime facilmente immaginabili.

“E’ difficile che qualcuno possa consigliare ad un anziano la corsa come attività fisica - ci spiega Matteo Arbizzoni, massofiosioterapista ed osteopata Synlab - CAM Monza - perché ha controindicazioni cardiache ed articolari molto pesanti. Per schiena, ginocchia, caviglia, per la muscolatura delle gambe è davvero un’attività pesante. Ma bisogna anche aggiungere che gli anziani di oggi non sono quelli di un paio di decenni fa. Sono molto più giovani, da ogni punto di vista. Quindi se dev’essere corsa che corsa sia ma a condizioni precise”.

I Consigli per gli anziani che vogliono correre

“La prima cosa è capire che solo una persona che nel passato abbia fatto con costanza attività fisica -aggiunge Arbizzoni - può permettersi di correre anche sopra i 60, 65 anni. Detto questo la prima cosa è la visita dal medico di base a cui dovrebbe seguire una visita medico sportiva, o comunque un elettrocardiogramma sotto sforzo. Poi ricordarsi sempre di correre indossando o utilizzando un cardiofrequenzimetro, stando ben attenti a non raggiungere e superare un numero di battiti pericoloso”.

Che sia una fascia o un orologio sportivo ormai molte apparecchiature sono dotate di un rilevatore e misuratore di battiti a costi anche alla portata di tutti.

Anziani e la corsa; come e quando

“Quando si esce per una corsa - aggiunge Arbizzoni - bisogna cominciare con calma, scaldarsi per bene e da questo punto di vista niente è meglio di una camminata, sempre più veloce ed intensa per una decina di minuti. A quel punto si può partire con la corsa. La velocità da tenere ce la fornisce appunto il battito, quindi il cardiofrequenzimetro di cui sopra, ma anche il fiato. Bisogna cercare di non andare mai in affanno. Per quanto riguarda durata e lunghezza al massimo suggerisco 4-5 km per un totale di una mezz’oretta di attività. A quel punto non fermarsi di colpo ma tornare a camminare, con calma, per dare modo al nostro corpo di recuperare. Dopo altri 10 minuti di camminata sarebbe perfetto terminare la corsa con un po’ di stretching”.

Inutile dire che vista la pesantezza ed i rischi connessi si consiglia la corsa due, al massimo (ma proprio per le persone allenate e con un passato d’atleta) tre. Soprattutto stare attenti anche agli orari ed alla temperatura.

La bella stagione invoglia a farci stare all’aria aperta ma, allo stesso tempo, bisogna tenere in considerazione il fattore caldo ed afa. Meglio quindi farlo nelle ore più fresche, la mattina presto sarebbe l’ideale, e ricordarsi sempre di bere, anche durante lo sforzo e l’attività.