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Disidratazione anziani sintomi

anziano beve acqua
15 Aprile 2022

Bere fa bene. Semplice, banale ma questo concetto popolare e medico al tempo stesso è tanto facile da sostenere tanto da risultare scontato. Ma spesso, sembrerà strano, ce ne dimentichiamo, andando incontro a problematiche di disidratazione. Si, perché la carenza di liquidi nel nostro corpo crea dei problemi che se sottovalutati, possono diventare anche gravi. 

La disidratazione negli anziani è una problematica da non sottovalutare, data la delicatezza della loro salute, è la fascia d’età maggiormente a rischio. Una problematica aggravata dal fatto che i senior manifestano di frequente una certa pigrizia alimentare e quindi anche di idratazione.

Bere quindi fa bene ma, attenzione a chi si lancia in consigli uguali per tutti. Ogni persona, ogni corpo ha le sue esigenze. Ma è indubbio che bisogna assimilare almeno un litro d’acqua al giorno, a volte sforzandosi di bere cominciando, consigliano i nutrizionisti, con un bicchiere d’acqua al mattino ed uno come chiusura della giornata prima di andare a dormire.

Cos’è la disidratazione

Per disidratazione si intende la mancata risposta al fabbisogno quotidiano del nostro corpo di acqua. Sappiamo tutti che ogni essere umano è composto al 70% di acqua e che quindi questo elemento è basico e fondamentale. Anche perché bere aiuta processi biologici fondamentali.

Ad esempio una corretta idratazione aiuta il nostro corpo a liberarsi delle sue scorie attraverso l’urina ed il sudore. Inoltre aiuta a mantenere la corretta lubrificazione delle articolazioni (gambe, braccia) attraverso la produzione del necessario liquido sinoviale. Collabora a mantenere una corretta pressione arteriosa, aiuta il transito intestinale,  favorisce lo sviluppo muscolare ed ha anche un effetto estetico dato che mantiene una maggior «rigidità» ai tessuti (muscoli, ossa, pelle).

Esistono tre tipologie di disidratazione negli anziani, dovute a cause diverse: 

• Ipertonica che si caratterizza per l’aumento dei livelli plasmatici di sodio. Questo stato di disidratazione è dovuto all’eccessiva sudorazione.

• Isotonica, causata da vomito e diarrea

• Ipotonica, di norma la conseguenza dell’abuso di diuretici o di una reidratazione con acque povere di sodio.

Sintomi disidratazione anziani

Abbiamo spiegato prima come non esista una regola uguale per tutti su quanta acqua vada presa ogni giorno. Ma di sicuro ognuno di noi con una certa attenzione può percepire i segnali che il proprio corpo manda in questo senso. Ecco quali sono i sintomi della disidratazione negli anziani.

Il primo, più evidente, più facilmente percepibile, è la secchezza della pelle con conseguente fragilità della cute. Anche la stipsi e la crescita dei casi di infezioni urinarie sono sintomi che ognuno di noi può avvertire per comprendere uno stato di disidratazione. Più complesso invece collegare alla disidratazione altre sintomatologie ad esso collegate: sonnolenza, ipertensione, aumento del battito cardiaco e riduzione delle capacità sensoriali.

Le conseguenze della disidratazione negli anziani

Sono molte le conseguenze della disidratazione negli anziani. Ovviamente la secchezza della cute può avere, se non curata, anche conseguenze complicate come la formazione di piaghe da decubito. Ma è anche frequente avere dei crampi, soprattutto d’estate quando per il caldo perdiamo più liquidi, proprio per la scarsa idratazione.

Più rischiose le conseguenze sull’apparato cardiocircolatorio. L’aumento della pressione e dei battiti può infatti portare, soprattutto le persone con già delle patologie cardiache, addirittura a perdite di conoscenza e svenimenti.

C’è poi, soprattutto nei maschi, un rischio maggiore legato alle proprie funzioni urinarie. Le persone che infatti soffrono di incontinenza cercano di bere il meno possibile proprio per evitare di dover andare in bagno e quindi di non incorrere in possibili situazioni di disagio ed imbarazzo. Questo «trattenersi» in realtà è molto dannoso perché aumenta in maniera esponenziale il rischio di  infezioni alle vie urinarie.

Come combattere la disidratazione negli anziani

Sono diverse le cose da fare per combattere la disidratazione negli anziani. Va ricordato che con il passare degli anni il nostro senso di bisogno di acqua si altera, diventando meno presente. Bisognerebbe quindi come prima cosa ricordarsi di bere, come abbiamo già detto, più di un litro d’acqua di inverno ed uno e mezzo d’estate. Come farlo se non ne sentiamo il bisogno? Da una parte è molto d’aiuto la ripetitività di alcuni gesti: acqua appena svegli e prima di dormire, un bicchiere a metà mattina ed uno o due nel pomeriggio, oltre alle bevande ai pasti. 

Non solo. Contro la scarsa voglia di bere acqua sono di grosso aiuto thé o tisane che, essendo profumate ed insaporite, rendono più piacevole e semplice la loro consumazione. Da evitare, o da usare con moderazione, l’uso di bevande gassate dato che contengono grosse quantità di zuccheri, questi si nocivi per l’organismo (diabetici e persone che hanno problemi di controllo del proprio peso).

Ma non è solo bevendo che assimiliamo liquidi. L’alimentazione da questo punto di vista è parte fondamentale.

È per questo che il consumo di frutta e verdura dalla colazione alla cena ma anche fuori pasto diventa determinante per raggiungere un livello di idratazione ideale. I nutrizionisti ripetono che tra frutta e verdura dovrebbero essere cinque le porzioni di queste sostanze che dovremmo assimilare ogni giorno.

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Redazione Autore

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