Domitys

Senior Living di Domitys, il nuovo modo di vivere la "terza età"

Una serie di servizi, spazi per rendere la vita della terza età ancora attiva ed in tutta sicurezza. La prima struttura italiana attiva a Bergamo

“La grossa differenza è che qui non si viene quando si sta male, qui si viene per stare bene”. Un cambio di mentalità forse una nuova visione della terza età. È quanto c’è alla base del progetto di senior living che Domitys sta avviando con successo a Bergamo; primo di una serie di strutture analoghe che nasceranno in altre parti d’Italia seguendo il succedo di quanto la società sta facendo in Francia.

Ed è proprio grazie ai 20 anni di esperienza oltralpe con 100 realtà già attive ed altre in fase di partenza che Domitys si apre al mercato italiano, convinto dalla forza e dall’unicità del suo prodotto.

“Visto da fuori può sembrare un normale condominio - spiega Fabio Massimo Ragusa,  Direttore di Domitys Italia - ma in realtà è un vero e proprio mondo nuovo fatto di strutture e servizi interamente dedicati alla terza età, anzi alla nuova terza età. Quella di persone attive, che hanno interessi, stimoli, sogni, insomma, che vogliono ancora vivere il loro tempo senza limitazioni”.

Un mondo fatto di strutture immobiliari e servizi. Per quanto riguarda i primi le persone interessate troveranno una vasta gamma di possibilità, dal monolocale, al trilocale con il suo terrazzo ma è anche possibile unire e modificare progetti e disegni a seconda delle necessità di ciascuno.

Poi ci sono i servizi: primi tra tutti club house, ristorante, palestra e piscina. Ma questo è solo l’inizio. 

“Quello che offriamo non sono solo più di 120 appartamenti  - continua Ragusa - ma soprattutto servizi a 360°. Durante le difficili settimane della quarantena ad esempio abbiamo fatto la spesa su richiesta dei nostri ospiti, abbiamo fornito mascherine e gel idroalcolico a chi ne fosse sprovvisto, abbiamo portato medicine, risolto i piccoli grandi problemi di ogni giorno. Siamo di fatto presenti ed attivi nella vita dei nostri residenti.

Una struttura dove la parola magica è “sicurezza”, non solo quella degli ospiti ma anche quella dei parenti, delle persone che amiamo. 

Sicurezza che comincia con la portineria, filtro per gli ingressi che tiene al riparo truffatori e disonesti di vario tipo ma non solo. Perché un’asseta anomala viene immediatamente notata e parte così una telefonata di controllo. Sicurezza anche di primo intervento grazie all’ausilio di un geolocalizzatore che, in caso di malore o necessità, se attivato lancerà un segnale tale da rendere facilmente rintracciabile chi si trova in difficoltà prima dell’arrivo del personale del 118. 

“Servizi che non sono imposti - spiega ancora Ragusa - Chi viene da noi paga il canone di locazione, come fosse un normale affitto. Tutto il resto sono servizi quasi “on demand”, a richiesta, che vengono fatturati a parte. L’ultima novità riguarda l’organizzazione di visite culturali all’esterno della struttura ma anche i vari corsi ed attività di vario tipo all’interno degli spazi comuni”.

Un nuovo modo quindi di vivere la terza età in piena libertà e sicurezza che risponde anche a quello che sta diventando sempre più una richiesta degli stessi anziani. “Quello che ci dicono - chiude Ragusa - è che non hanno paura della morte; quello che temono è di ritrovarsi ad essere un peso per i loro familiari. Un concetto che spiega ad esempio la scelta di una nostra cliente che alla morte del marito ha deciso di avvicinarsi ai figli che vivono al nord evitando però di recarsi a casa loro, salvaguardando libertà, individualità ed equilibri familiari”