L’Italia è un paese di anziani, sempre più, sempre più longevi. Una buona notizia quella dell’aumento dell’aspettativa di vita che però in sempre maggiori casi comporta dei problemi. Le persone anziane infatti con il passare degli anni inevitabilmente vanno incontro a problemi di salute o sociali da affrontare. E non sempre i familiari, i caregiver, hanno la possibilità economica e di tempo per aiutare il proprio caro in difficoltà. Problemi di cui anche lo Stato si è accorto ed ha così pensato ad una soluzione alternativa: l’Assistenza Domiciliare

Cosa si intende per assistenza domiciliare

L’Assistenza Domiciliare è un servizio pensato dal Servizio Sanitario Nazionale ed è dedicato alla persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, cioè quegli anziani che hanno perso gran parte delle loro capacità e funzioni a livello fisico, psichico o sociale. Alla base di questo servizio di assistenza l’idea di trasformare la propria abitazione come lo spazio di cura primario per queste persone con gli immancabili benefici a livello psicologico derivanti dal rimanere nel proprio contesto sociale e familiare. L’assistenza Domiciliare è prevista dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Le tipologie di assistenza domiciliare

Ci sono diversi tipi ti Assistenza Domiciliare, modulati a seconda della condizione sanitaria e sociale della persona in difficoltà: l’Assistenza Domiciliare Integrata (o ADI), o l’Assistenza Domiciliare Programmata (o ADP). Sarà un medico, quello di base o uno specialista scelto dalla famiglia, a stabilire il tipo di Assistenza più indicato.

Assistenza Domiciliare Programmata (ADP)

L’Assistenza Domiciliare Programmata è un servizio che offre prestazioni sanitarie mediche, infermieristiche e/o riabilitative, limitate all’episodio di malattia in atto. Questa tipologia di assistenza è quindi limitata nel tempo ed è attivata dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta o dai servizi distrettuali dell’ASL. 

Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

Il Ministero della Salute definisce come Assistenza Domiciliare Integrata «l’insieme di trattamenti sanitari e socio-sanitari forniti presso il domicilio della persona che ne necessita in modo coordinato e continuato». In pratica si tratta di prestazioni di tipo medico, infermieristico o riabilitativo oppure di prestazioni socio sanitarie legate alla cura della persona messe in atto da diverse figure professionali del proprio Distretto come previsto dagli accordi collettivi di Medicina generale ed approvati dalle Regioni.

Gli interventi di Assistenza Domiciliare Integrata si dividono in base a 3 livelli di complessità: il livello 1 ed il livello 2 riguardano i casi meno gravi e le persone meno fragili. Persone che non presentano situazioni particolarmente pesanti ma che necessitano di assistenza a domicilio. Il Livello 1 riguarda interventi fino a 5 giorni, il Livello due scatta quando i giorni diventano 6.

Se invece gli interventi diventano di 7 giorni la settimana, quindi un’assistenza quotidiana, si arriva al livello 3

Per chi è indicata l’assistenza domiciliare

Queste alcune delle patologie per le quali è prevista la ADI:

Malati terminali

Malattie progressivamente invalidanti e che necessitano di interventi complessi

Incidenti vascolari acuti

Gravi fratture in anziani

Forme psicotiche acute gravi

Riabilitazione di vasculopatici

Riabilitazione di neurolesi

Malattie acute temporaneamente invalidanti nell’anziano (forme respiratorie e altro)

Dimissioni protette da strutture ospedaliere

Quando e come attivare il servizio di assistenza domiciliare anziani

Innanzitutto bisogna ricordare che la responsabilità di qualsiasi tipo di Assistenza Domiciliare è del medico di Medicina di base che ha in carico il paziente. La richiesta può essere effettuata da chiunque e verrà sottoposta a valutazione secondo un iter ben preciso

La segnalazione al Distretto e la relativa illustrazione della condizione socio-sanitaria del paziente fragile può avvenire da parte del diretto interessato, dal medico di medicina generale, dal medico ospedaliero, dai servizi sociali del comune o dai familiari e supporti informali. Raccolte e analizzate le richieste secondo i bisogni dell’utente, vengono definiti gli obiettivi di intervento e, se il caso è complesso, attivata l’Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM).

L’UVM effettuerà la valutazione delle reali necessità attraverso l’utilizzo di appositi strumenti compresa una visita domiciliare o in ospedale. In seguito l’UVM predispone il piano individuale di assistenza (PAI) e individua il responsabile del caso (case manager) che coordina gli interventi e verifica l’andamento del piano assistenziale.

Presso il domicilio dell’utente o il servizio ASL viene compilata una documentazione, la cosiddetta “cartella di assistenza domiciliare”. Quest’ultima costituisce uno strumento di comunicazione tra gli attori “curanti” con i dati anagrafici e i dati sociosanitari dell’assistito compilati dai professionisti nei diversi passaggi di questo iter.